Fra i venti municipi toscani chiamati al voto domenica e lunedì, gli occhi sono puntati non soltanto sui tre capoluoghi di provincia Prato, Pistoia e Arezzo, ma anche su due popolosi comuni come Viareggio e Sesto Fiorentino, che insieme a Cascina nel pisano e a Figline Incisa nel Valdarno fiorentino chiudono la lista dei centri con più di 15mila abitanti, quelli dove è previsto il turno di ballottaggio il 7 e 8 giugno se nessuno dei candidati otterrà in prima battuta il 50% più uno delle preferenze.
Una eventualità che non dovrebbe riguardare Prato, che con i suoi 200mila abitanti è la seconda città della Toscana e la terza del centro Italia. Nella città laniera il centrosinistra schiera infatti un autentico acchiappa voti come Matteo Biffoni, già sindaco dal 2014 al 2024, popolarissimo e anche per questo indigesto a più di un maggiorente dem toscano. Per certo il governatore Eugenio Giani non gli aveva affidato alcun incarico in giunta. Mentre è stato il proconsole schleiniano toscano Marco Furfaro a lanciare la sua candidatura.
Il pragmatico “riformismo” di Biffoni, pratese docg, sembra convincere i concittadini che lo hanno già visto in azione alla guida dell’amministrazione comunale. Lo prova l’accurato sondaggio della Emg Different di Fabrizio Masia per l’emittente pratese Toscana Tv, che accredita Biffoni del 53% dei consensi con il Pd al 35%, mentre il centrodestra si fermerebbe sotto il 40% con Gianluca Banchelli. In lotta per entrare in consiglio comunale Enrico Zanieri per Unità Popolare (Pci, Rifondazione e Pap).








