Firenze, 20 febbraio 2026 – Le elezioni amministrative del 2026 entrano ufficialmente nel vivo: si voterà il 24 e 25 maggio per il primo turno, con eventuali ballottaggi fissati per il 7 e 8 giugno. A livello nazionale saranno coinvolti 626 comuni delle regioni a statuto ordinario, tra cui 15 capoluoghi di provincia. In Toscana l’appuntamento assume un rilievo politico particolare: tre capoluoghi su quindici sono infatti toscani, e il quadro regionale si presenta più aperto che mai.

Venti comuni toscani al voto

Complessivamente saranno venti i comuni toscani chiamati alle urne: un mosaico che va dalla piccola Capraia Isola ai centri più nevralgici come Sesto Fiorentino e Viareggio, fino ai comuni della Lunigiana come Pontremoli e Villafranca in Lunigiana.

Le amministrative 2026 nei tre capoluoghi toscani assumono un peso politico che va oltre i confini locali, ma è soprattutto tra Prato e Pistoia che si concentrano le partite più delicate, mentre ad Arezzo lo scenario appare articolato ma meno traumatico sul piano istituzionale.

Le sfide cruciali di Prato e Pistoia