Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Anziani nel mirino a Capo d’Orlando e la truffa dei “finti carabinieri” svuota le case. C’è una vera e propria banda di sciacalli emotivi dietro l’ondata di truffe che sta colpendo gli anziani di Capo d’Orlando e dell’hinterland nebroideo, derubati di soldi e gioielli dentro le proprie abitazioni.
Il modus operandi dei malviventi è spietato e collaudato. I criminali agganciano al telefono le vittime spacciandosi per finti carabinieri o avvocati, comunicando l’arresto o un grave incidente causato da un figlio. Per evitare il carcere, chiedono con urgenza una “cauzione” in contanti o oggetti di valore. Per impedire alle vittime di verificare la notizia o chiedere aiuto ai parenti, i truffatori utilizzano una tecnica precisa: mantenere la linea telefonica costantemente occupata. In questo modo, la vittima non può chiamare il 112 o i propri familiari per verificare la veridicità dell’emergenza. Pochi minuti dopo la telefonata, un complice si presenta alla porta per ritirare il bottino, dileguandosi nel nulla. E così è successo l’altro ieri a Capo d’Orlando, l’ultima di una serie di raggiri (perché più che di truffa si tratta proprio di questo, vengono sottratti denaro e gioielli usando la violenza, in questo caso psicologica), è avvenuta lunedì a danno di una pensionata che vive da sola in un residence della città.













