Sul tappeto mobile, con gli elettrodi applicati alle gambine, Mattia cammina e sorride a chi gli sta intorno. Con i suoi occhioni guarda i medici e le telecamere che lo riprendono, tutto contento dei piccoli passi che sta facendo. Quasi si sentisse una star. Nell’ambulatorio dedicato allo sviluppo motorio della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, Mattia ci è tornato spesso. Lui, bimbo con paralisi cerebrale, è uno dei molti che i medici del Santa Lucia seguono regolarmente.

Questa volta però l’équipe è riuscita a dare ai piccoli pazienti come lui una chance in più che può garantire loro, se non la guarigione, un concreto sviluppo motorio. Questa conquista scientifica è in uno studio che dimostra come nei bambini i primi passi svolti in autonomia siano in grado di riorganizzare i segnali nervosi e muscolari collegati al camminare. In pratica sono proprio i primi passi a produrre nei bimbi una trasformazione, anche radicale, nel loro modo di vivere: dallo stato motorio di neonati a bimbi in grado di muoversi autonomamente.

A chi si è rivolta la ricerca

Dunque il lavoro aveva come destinatari proprio i bambini con paralisi cerebrale infantile, confermando l’importanza della neuroriabilitazione già nei primissimi mesi di vita. Perché i primi due anni rappresentano una fase decisiva per la maturazione dei circuiti nervosi che permettono ai bambini di camminare. In questo periodo il sistema nervoso impara progressivamente a coordinare muscoli, postura ed equilibrio, trasformando movimenti ancora immaturi in schemi sempre più organizzati.