di Valentina PaianoFORLÌ"Siamo pronti a tutto, anche al conflitto più duro che la legge consente". Il presidente della Regione Michele de Pascale alza il livello dello scontro con Electrolux e dai cancelli dello stabilimento forlivese manda un messaggio diretto all’azienda: "Questo piano va ritirato senza se e senza ma". De Pascale ieri era a Forlì insieme all’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia per incontrare prima in Provincia sindaci e organizzazioni sindacali, poi i lavoratori davanti alla fabbrica. Al centro della vertenza il piano annunciato dal gruppo, che prevede 1.700 esuberi in Italia, di cui 400 nello stabilimento romagnolo, mentre a Cerreto d’Esi nelle Marche uno dei siti produttivi rischia la chiusura. "Se Electrolux pensa di dividere le regioni, i lavoratori, le aree politiche e le organizzazioni sindacali non ha capito niente. Avrà un interlocutore che è l’Italia – prosegue il presidente dal piazzale dello stabilimento davanti a circa 150 persone tra istituzioni e lavoratori –. L’azienda con questo piano non vuole recuperare competitività, ma vuole abbandonare il Paese. Non si possono cercare soluzioni con chi non vuole soluzioni ma vuole scuse per andarsene". Una posizione che, secondo de Pascale, sarebbe condivisa anche dalle altre regioni coinvolte e dal Governo in vista del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per lunedì 25. "Se capiscono che questo Paese è il ventre molle d’Europa – sottolinea –, che è più facile chiudere e licenziare rispetto ad altri luoghi, noi siamo davanti a uno tsunami industriale, il primo di una lunga serie".