C’è un Rinascimento meno monumentale e più intimo, fatto non di piazze e facciate ma di camere da letto, cassoni nuziali, tessuti, arredi e immagini pensate per accompagnare la vita quotidiana. È il mondo che prende forma a Siena con ‘Abitare il Rinascimento. Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera’, la grande mostra allestita a Palazzo delle Papesse da oggi al primo novembre.

Prodotta da Opera Laboratori insieme alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e a Vernice Progetti, la mostra è curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna e rappresenta una svolta significativa per Palazzo delle Papesse, che dopo anni di programmazione dedicata soprattutto al contemporaneo torna a dialogare con la propria origine rinascimentale. L’idea dell’esposizione è quella di ricostruire gli ambienti domestici per cui queste opere furono concepite. Non semplici quadri da parete, dunque, ma elementi vivi dell’arredo di dimore nobiliari: lettucci, testate di letto, deschi da parto, manufatti tessili e soprattutto cassoni e spalliere dipinte che raccontavano storie tratte dal mondo classico, dalla Bibbia o dalla letteratura.

Oggetti che avevano una funzione pratica ma anche educativa e simbolica, destinati in particolare alla camera da letto, luogo centrale della vita familiare e del matrimonio. Attraverso allestimenti immersivi, tessuti e ricostruzioni ambientali, il visitatore viene accompagnato dentro una sorta di casa senese tra Quattro e Cinquecento, dove l’arte diventava parte integrante della quotidianità. Le storie raffigurate sugli arredi, spesso dedicate a eroi ed eroine dell’antichità, trasmettevano valori morali, ideali politici e modelli di comportamento, soprattutto rivolti alle giovani spose. Nel percorso espositivo trovano spazio opere di alcuni tra i principali artisti della scuola senese, da Francesco di Giorgio Martini a Domenico Beccafumi, passando per Benvenuto di Giovanni, Bernardino Fungai, Girolamo del Pacchia e Andrea Piccinelli.