Firenze, 22 maggio 2026 – Nuova variante, nuova scoperta. In origine doveva nascere un mega parco urbano, un gioiello verde disegnato dall’archistar Mario Cucinella. Ma il masterplan è rimasto solo su carta, causa mancanza di fondi. I lavori per il restyling dello stadio Franchi – che ora finalmente viaggiano spediti – non possono prescindere però dalle aree esterne. Che vanno ripensate. E sistemate. Questione di armonia con il quartiere Campo di Marte ma anche di sicurezza e ordine pubblico.
Lavori al Franchi, altra variante
Aumento dei costi e criticità
Il problema è che i costi rischiano di lievitare. Ancora. Stavolta la stima preliminare è di almeno 19 milioni di euro. È ciò che emerge dal provvedimento dirigenziale che approva la terza variante al progetto, dove si specifica che “nel corso dei lavori, l’impresa appaltatrice ha formulato reiterate richieste di ampliamento e diversa organizzazione delle aree di cantiere determinate da esigenze operative connesse all’avanzamento dei lavori, alla movimentazione dei materiali e alla necessità di garantire la continuità del cantiere”.
Richieste sfociate in “progressive modifiche dell’assetto delle aree esterne allo stadio facendo emergere criticità per sicurezza, ordine pubblico, gestione dei flussi pedonali e veicolari, transito dei mezzi di soccorso, accessibilità per gli spettatori con ridotta o impedita capacità motoria, nonché interferenze con sottoservizi, impianti e infrastrutture esistenti”. Gli ostacoli sono emersi – si legge ancora nel documento – perché in origine il progetto sviluppato in sede di concorso prevedeva un intervento coordinato tra la riqualificazione delle aree esterne e il restyling dello stadio “mentre nell’attuale intervento, la riqualifica delle aree esterne non è oggetto di realizzazione nell’appalto in corso, con conseguente necessità di verificare e progettare le sistemazioni esterne strettamente funzionali alla corretta esecuzione e completamento dell’intervento relativo allo stadio”.











