Menù in mano e visitatori nel mirino: centro storico trasformato in una vetrina. “Pizza, pasta, bistecca...”, il richiamo continuo dei dipendenti di ristoranti e barFirenze, 22 maggio 2026 – Il primo invito arriva in piazza della Repubblica. “Prego signori”, dice un ragazzo in uniforme, mentre tende il menù verso una coppia americana accaldata che rallenta il passo sotto il sole di mezzogiorno.
Poco più avanti un altro sorride, accenna quasi un inchino e accompagna con il braccio il gesto verso il dehors già mezzo pieno. È l’ora di pranzo e il centro di Firenze si muove dentro una cartolina rovente di maggio: tavolini ovunque, camerieri che sfilano rapidi con i piatti in mano, bicchieri che tintinnano e menu esposti in bella vista fino quasi a occupare il passaggio.
I "buttadentro": dove sono a Firenze
I “buttadentro” ci sono ancora, ma rispetto a qualche anno fa sembrano aver abbassato i toni. Nella zona di piazza della Signoria restano ai margini dei dehors, mostrano i menu ai passanti, sorridono senza insistere troppo. PRESSPHOTO Firenze camerieri che stanno davanti ai locali per invitare le persone: buttadentro. Foto Marco Mori/New Press Photo
Qualcuno intercetta i turisti con poche parole ripetute in automatico, “pizza, pasta, bistecca”, scandite in inglese veloce davanti alle vetrine dei ristoranti. A pochi passi da Ponte Vecchio la scena si ripete quasi identica tra gruppi con la macchina fotografica al collo e famiglie che cercano un tavolo libero senza allontanarsi troppo dal centro. In via dei Servi gli inviti arrivano più discreti, con un cenno della mano o un sorriso rivolto a chi rallenta davanti alle porte a vetri.






