The Italian Sea Group, costruttore italiano di superyacht sopra i 50 metri quotato su Euronext Milan, ha avvia la procedura di crisi. Il consiglio di amministrazione, riunito a Marina di Carrara, ha accertato l’esistenza di perdite tali da ridurre il capitale sociale al di sotto del minimo legale, avviando misure straordinarie per preservare la continuità dell’azienda. Un percorso accidentato, che dura ormai da mesi. A marzo la società aveva già avviato la composizione negoziata della crisi, nominando esperto indipendente Enrico Terzani, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Firenze, e da allora il titolo ha perso circa il 73% della capitalizzazione.

La crisi arriva dopo gli extra-costi emersi a fine febbraio, che avevano portato alle dimissioni di parte del consiglio di amministrazione e all’apertura di una due diligence forense. Il 9 marzo il presidente e amministratore delegato Giovanni Costantino aveva presentato querela formale alla procura di Massa contro alcuni top manager, accusati di aver «posto in essere una serie di condotte coordinate finalizzate a occultare la reale gestione delle commesse» e di aver fornito «informazioni contabili non corrispondenti alla realtà». Per far fronte nell’immediato alle difficoltà di liquidità, Costantino aveva erogato un prestito ai soci da 25 milioni di euro. Il consiglio che ha attivato la misura protettiva ha confermato in una nota che la crisi è riconducibile «alla gestione infedele di determinati manager apicali che hanno agito in coordinamento tra loro».