Da anni le fake fur si presentano come alternativa alle pellicce animali, i cui risvolti etici non sono più negoziabili. Molte maison hanno progressivamente abbandonato queste ultime, e oggi indossarle appare come uno statement anacronistico e volutamente provocatorio. Tuttavia, è tempo di fare un passo ulteriore, perché sotto la superficie di questa narrazione restano alcuni nodi irrisolti. Per esempio, la pelliccia sintetica, nella maggior parte dei casi, è un derivato della plastica - animal friendly sì, ma tutt’altro che ‘ecologica’, nonostante la comune etichetta derivata da un’epoca meno consapevole. Inoltre, anche molti dei brand che hanno rinunciato al pelo animale continuano a lavorare con materiali come lo scamosciato, pelle trattata fino a diventare morbida, quasi vellutata, con una texture che richiama l’idea del manto.

Insomma, ci sono ancora diverse problematiche da risolvere nel panorama dei materiali alternativi se si vuole produrre qualcosa che sia contemporaneamente cruelty-free, sostenibile e replichi la morbidezza del pelo animale. È con questo intento che nasce BioFluff, una delle realtà attualmente più innovative nel campo dei tessuti sostenibili. Fondata nel 2022 tra Parigi, New York e Londra, si tratta di una startup che sviluppa materiali soffici come pelliccia, shearling e plush completamente privi di componenti animali ma anche di plastica, e che ha l’ambizioso obiettivo di ridefinire uno dei segmenti più controversi dell’industria tessile.