Se in genere viene rimosso via dagli abiti prima di uscire di casa il pelo di cane, perso naturalmente durante la muta, diventa invece una sorta di lana che decora cappotti e completi sartoriali. E ancora "pelle di cactus", tessuti che reagiscono al calore cambiando colore, vestiti in lattice ricavato dall’albero della gomma, carta di giornale trasformata in filato, la fibra resistentissima usata per le divise da scherma che incontra lo streetwear e scarpe stampate in 3D con gomma riciclata da pneumatici. Non si tratta del contenuto di un armadio arrivato da un immaginario universo parallelo, ma di alcune delle decine di proposte di studentesse e studenti delle ultime sessioni di laurea in Fashion Design dell’Istituto Modartech di Pontedera, legate dal fil rouge della ricerca dei materiali in ottica di sostenibilità, artigianato, tecnologia e innovazione.
"Creatività, ricerca e temi sociali"
Alcuni hanno indossato la corona d’alloro a gennaio, altri stanno discutendo la propria tesi in questi giorni insieme ai colleghi di Communication Design, per un totale di 107 diplomi di laurea alle due triennali celebrati nella cornice di Villa Crastan a Pontedera, comune in provincia di Pisa dove ha sede l'istituto. "Le collezioni e i progetti presentati dai nostri studenti dimostrano quanto il design contemporaneo sia capace di unire creatività, ricerca e attenzione ai temi sociali" afferma il direttore di Modartech Alessandro Bertini. "Molti di questi lavori hanno già ottenuto riconoscimenti in contest e premi nazionali, mentre diversi studenti hanno iniziato collaborazioni professionali prima ancora di laurearsi. È la conferma del valore di un percorso formativo che mette al centro la progettualità e il rapporto diretto con il mondo del lavoro, preparando professionisti pronti ad affrontare le sfide dell’industria creativa di oggi". "Un percorso di alta formazione che ha la capacità di leggere il presente e anticipare le tendenze del futuro a noi più prossimo" dichiara l'assessore alla Scuola Francesco Mori, "consente alla nostra città e al territorio di entrare in un circuito di relazioni a livello nazionale e internazionale e di continuare vocazione e tradizione di capacità artigianale" del tessuto produttivo.








