I salari hanno perso l’8,6 per cento del potere d’acquisto dal 2019 e in Sicilia il caro-prezzi rischia di pesare ancora di più sulle famiglie. Il dato, rileva il Codacons, è nazionale, ma nell’Isola gli effetti possono essere più duri per la maggiore fragilità economica e sociale di una parte della popolazione.L’associazione richiama gli aumenti su alimentari, energia, carburanti, tariffe e servizi essenziali. Spese alle quali le famiglie non possono rinunciare e che, quando crescono, costringono molti cittadini a tagliare altri consumi, rinviare acquisti o usare i risparmi per arrivare a fine mese.Il Codacons ricorda anche che, secondo la Banca d’Italia, in Sicilia si registrano segnali positivi su reddito, consumi e occupazione, ma il tasso di disoccupazione resta ancora su livelli doppi rispetto alla media italiana. Una condizione che rende più pesante ogni rincaro.«Il dato Istat è nazionale, ma in Sicilia produce un allarme ancora più forte, perché nell’Isola molte famiglie partono da una condizione economica più esposta rispetto ad altre aree del Paese - afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons -. Quando aumentano alimentari, energia, carburanti e servizi essenziali, non siamo davanti a semplici oscillazioni statistiche, ma a tagli concreti alla vita quotidiana dei cittadini». Per Tanasi servono «controlli seri sui listini, interventi contro le speculazioni e misure concrete per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini».
Salari giù dell’8,6 oper cento, il Codacons: in Sicilia famiglie più esposte
I salari hanno perso l’8,6 per cento del potere d’acquisto dal 2019 e in Sicilia il caro-prezzi rischia di pesare ancora di più sulle famiglie. Il dato, rileva...











