Regione25 giugno 2026 alle 00:15Reddito pro capite inferiore del 15% rispetto alla media nazionale, industria in sofferenza
Crescita più lenta rispetto all’anno precedente, frenata dalla fragilità del sistema e dai condizionamenti esterni. È la fotografia in chiaroscuro dell’economia sarda scattata dalla Banca d’Italia: il rapporto per il 2025 è stato illustrato ieri dal direttore della sede di Cagliari Giovanni Giuseppe Ortolani. Il Pil regionale è aumentato dello 0,7%, dato in linea con il risultato del Mezzogiorno. L’inflazione è in ascesa: pari all’1,3% (0,9 nel 2024), diretta conseguenza dei conflitti e del disordine mondiale.Dal 2019, prima della pandemia, fino al 2025, la Sardegna cresce più dell’Italia nel suo complesso (+10%). «Ma questa nota positiva - avverte Ortolani - va letta con equilibrio perché ci sono aree grigie che non rappresentano un invito all’ottimismo».
L’industria
Debole il quadro congiunturale dell’industria. «L’indagine sulle imprese - si legge nel rapporto - evidenzia, tra gli operatori intervistati, una prevalenza di giudizi di calo del fatturato e degli investimenti rispetto al 2024. La domanda estera rivolta alle produzioni regionali si è ridotta».In sofferenza il settore dell’agroalimentare, molto esposto alle tensioni internazionali provocate dall’introduzione dei dazi alle importazioni decisa dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Particolarmente colpito il comparto lattiero caseario: il 12% del suo fatturato dipende dalle transazioni dirette o indirette con il mercato statunitense.







