I servizi speciali ucraini colpiscono al cuore i servizi segreti russi attaccando il loro quartier generale nel Kherson occupato, provocando "un centinaio fra vittime e feriti" oltre alla perdita di un sistema di difesa aerea Pantsir-S1 da almeno 15 milioni di euro, mentre i droni delle forze armate centrano una raffineria nel cuore della Russia, a 800 chilometri dal confine.

Sono le "nuove operazioni" annunciate martedì, un contrattacco voluto da Kiev per fare sì che, rivendica Volodymyr Zelensky, "i russi sentano la necessità di porre fine a questa guerra". Il quartier generale dell'Fsb nel villaggio di Genicheska Hirka non è infatti un obiettivo qualunque, ma un centro di strategica importanza per le forze russe, che l'hanno usato dalla fine del 2022. A portare a termine l'operazione non a caso è stata l'élite delle forze ucraine, i "guerrieri", spiega Zelensky, del "Centro Operazioni Speciali 'Alpha' dell'Ssu".

Ma l'attacco al quartier generale dell'Fsb anticipa solo di poche ore un'altra operazione strategica esibita dal presidente ucraino come un trofeo: il raid di droni sulla raffineria di Sizran, nella regione russa di Samara. Un attacco che provoca due vittime, ma soprattutto dimostra - per l'ennesima volta - la capacità tecnologica dei droni di Kiev di colpire a centinaia di chilometri, in profondità all'interno della Russia.