L’offensiva dei droni ucraini contro i centri nevralgici federali e contro le infrastrutture energetiche in tutta la Russia non accenna a placarsi. «È stato colpito – ha annunciato il presidente Volodymyr Zelensky – il quartier generale dell’Fsb, i Servizi segreti russi, nel villaggio di Genicheska Hirka nella regione di Kherson» ( attualmente in territorio sotto il controllo del Cremlino). I video postati su Internet mostrano le riprese dai velivoli senza pilota e lo sprigionarsi simultaneo di un inferno di fuoco contro alcuni edifici. «I russi – ha commentato il leader ucraino – devono sentire la necessità di porre fine a questa guerra». L’attacco è stato definito un «bombardamento a tappeto» e avrebbe provocato – stando a fonti di Kiev – «la morte o il ferimento di circa 100 persone», legate all’Fsb. L’operazione, questo il comunicato, è stata condotta dall’unità Alpha dell’Sbu (i Servizi segreti ucraini) ed è stata semplicemente un “Armageddon”.

LE ESERCITAZIONI NUCLEARI Il sistema di difesa anti-aerea Pantsir, utilizzato per difendere vari centri nevralgici in Russia tra cui i palazzi del potere, non è riuscito a fermare il raid, ma, anzi, sarebbe andato distrutto nel bombardamento. Al momento non si registrano né conferme né reazioni ufficiali da parte del Cremlino. L’“operazione” ucraina nella regione di Kherson avviene qualche giorno dopo il sorprendente attacco a Mosca e alla sua regione. Qui i droni di Kiev sono riusciti a superare l’agguerritissima contraerea federale, considerata la migliore del Paese, provocando ingenti danni. Il presidente Zelensky ha poi lanciato un monito all’omologo di Minsk, Aleksandr Lukashenko, a non entrare nel conflitto ucraino al fianco della Russia come vorrebbe Vladimir Putin. Kiev, che sta rafforzando le difese al confine con la Bielorussia dislocando nuove unità «per evitare infiltrazioni nemiche» e prevenire atti di sabotaggio, ha dichiarato di avere strumenti per attacchi preventivi. Lukashenko ha risposto offrendo la propria disponibilità a incontrare Zelensky ovunque, sia in Ucraina che in Bielorussia. Da martedì fino a ieri, Mosca e Minsk hanno condotto esercitazioni nucleari congiunte, a cui ha partecipato la cosiddetta “triade” nucleare: missili balistici intercontinentali, sottomarini atomici e bombardieri strategici. In particolare: «64.000 effettivi e più di 7.800 pezzi tra armi, equipaggiamento militare e attrezzature speciali (Bbc), tra cui oltre 200 lanciamissili, più di 140 velivoli, 73 navi di superficie e 13 sottomarini, inclusi otto sottomarini lanciamissili strategici». «Vi sostengo pienamente – ha affermato Lukashenko in una videoconferenza con Putin durante le manovre militari –. Noi non rappresentiamo una minaccia per nessuno, ma possediamo tali armi e siamo pronti a difendere la nostra Patria comune, da Brest a Vladivostok, in ogni modo possibile. Se abbiamo qualcosa tra le mani, dobbiamo saperlo usare».Nel frattempo sul fronte degli attacchi alle infrastrutture energetiche non passa giorno che non vengano comunicati danni che fermano la produzione di petrolio e di gas in Russia. Mercoledì è stata la volta dell’impianto della Lukoil nella regione di Nizhnyj Novgorod e di quello vicino a Samara. Kiev intende così evitare che Mosca riesca a sfruttare l’allentamento delle sanzioni Usa sulla commercializzazione del suo petrolio per guadagnare sui mercati internazionali capitali da investire nella sua macchina bellica. Anche nel vicino Baltico la tensione è altissima. Nei cieli della Lettonia sono volati ieri droni di origine sconosciuta per il terzo giorno consecutivo. Lo stesso era avvenuto mercoledì in Lituania con la dirigenza del Paese costretta a correre nei rifugi anti-bombardamento. «Finché continuerà l'aggressione della Russia in Ucraina – ha scritto il ministero della Difesa lettone -, saranno possibili incidenti simili in cui un velivolo aereo senza pilota straniero entri o si avvicini al nostro spazio aereo». In queste ore febbrili, per fortuna, vi è anche tempo per pensare a come costruire i futuri equilibri politici continentali. Il cancelliere tedesco Merz ha proposto che «l’Ucraina diventi un membro associato dell’Unione europea», una volta concluso il conflitto ad Est. Da settimane al riguardo si è aperta una complessa riflessione.L’UNIONE Zelensky vorrebbe l’immediata adesione all’Ue di Kiev; Francia e Germania, invece, non intendono trovarsi impelagati in una futura guerra con il Cremlino né tantomeno creare un’Unione ingestibile. Della questione dovrebbero discutere i Ventisette già al prossimo Consiglio europeo, previsto per il 18-19 giugno. Secondo Merz lo status di “membro associato” consentirebbe a Kiev di partecipare ad alcune riunioni in sede Ue, avere un commissario senza portafoglio e membri nel Parlamento europeo senza diritto di voto. Dal dicembre 2023 l’Ucraina è un “Paese candidato”, ma i negoziati sono stati bloccati dal veto dell’Ungheria dell’ex premier Orbán. Il Cremlino, dal canto suo, si è dichiarato «disponibile» ad aprire un nuovo «dialogo con l’Europa» e «sì» a Kiev nell’Ue.