La Procura della Repubblica di Belluno vuole vederci chiaro sull'assegnazione dei lavori per costruire la cabinovia Apollonio Socrepes, una tra le opere più delicate e impegnative previste nell'ambito delle realizzazioni connesse ai giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, ma che non è stata portata a conclusione entro i termini dell'evento sportivo e che oggi risulta ancora non ultimata.

Con il capo di imputazione di turbata libertà di gara d'appalto sono stati iscritti nel registro degli indagati tre nomi, tra cui quello dell'amministratore delegato di Società infrastrutture Milano Cortina (Simico), Fabio Massimo Saldini. Sono scattate inoltre una serie di perquisizioni in più città sedi della stessa Simico e di realtà a vario titolo ad essa collegate, a Roma, Milano, Brescia, Napoli e Cortina d'Ampezzo (Belluno), tra cui Graffer, cioè la società a cui furono affidati i lavori. Ad oggi non è ancora stato fissato un calendario per ascoltare i destinatari degli avvisi di garanzia perché, ha spiegato il procuratore capo di Belluno, Massimo De Bortoli, prima occorre completare la raccolta della documentazione, anche informatica, per ricostruire la vicenda. Simico, riporta una nota dell'azienda, conferma "di aver immediatamente garantito la più ampia e totale collaborazione agli organi inquirenti, e si è messa integralmente a disposizione dell'Autorità giudiziaria, fornendo e continuando a fornire tutte le informazioni richieste con trasparenza, tempestività e spirito di piena collaborazione".