Il regista milanese classe '96 presenta 'Oh Boys', unica opera italiana selezionata alla 'Quinzaine des Cinéastes': "Per fare questo lavoro i sogni non bastano. Servono lavoro, sacrificio, resilienza di fronte ai rifiuti"
L’italiano Antonio Donato arriva al 79esimo Festival di Cannes con 'Oh Boys', il cortometraggio scritto e diretto da lui e unica opera italiana selezionata alla 'Quinzaine des Cinéastes'. "Mi sento molto fortunato a essere qui, ma non avverto la responsabilità di rappresentare l'Italia in un'edizione in cui il nostro cinema italiano", racconta all’Adnkronos il regista milanese classe 1996. Diplomato alla London Film School, ha già ottenuto riconoscimenti internazionali con 'Sparare alle angurie', corto presentato in oltre 60 festival e premiato tra gli altri a Brest, Leuven e Shanghai. Sviluppato all’interno del Premiere Film Lab, il corto esplora la fragilità maschile contemporanea con uno sguardo ironico e intimo, intrecciando tre episodi in cui la necessità di impressionare gli altri diventa un peso da cui liberarsi. "Sto ancora cercando di esplorare ciò che c’è al di fuori di questo ‘performare’. Mi immagino il voler apparire come una maschera legata al potere e allo sguardo degli altri", spiega il regista. "Quello che mi interessa è capire cosa c’è dietro. Sono maschere di potere che sembrano quasi incollate alle nostre identità". 'Oh Boys' - scritto da Donato insieme a Paolo Carbone, Antonio Donato, Andrea Orsenigo, Dania Rendan - nasce proprio da questa domanda: "Cosa succede se si smette di reggere quella costruzione? Ci si libera di un peso o si perde un motivo per andare avanti?". Una tensione che Donato dice di vivere "in modo contraddittorio". Crede che "questa estrema performatività produca molte distorsioni nella nostra società, e mi interessa indagarne le radici più che arrivare a una risposta definitiva".










