La stretta in arrivo da Bruxelles sulle sigarette elettroniche rischia di provocare «il collasso strutturale di un comparto nazionale che oggi vale un miliardo di euro e garantisce 50mila posti di lavoro».

A lanciare l’allarme è Anafe Confindustria, l’Associazione nazionale produttori fumo elettronico.

Al centro del monito dell’associazione c’è la proposta del Consiglio Ue sulla revisione delle direttive Ted (Tobacco excise directive) e Tpd (Tobacco products directive), le normative comunitarie che regolano il mercato dei prodotti del tabacco e stabiliscono i livelli minimi di tassazione all’interno del territorio dell’Unione europea.

Secondo il presidente di Anafe Confindustria Umberto Roccatti l’imminente riforma della Ted - la direttiva che fissa le aliquote minime delle accise che gli Stati membri devono applicare sul tabacco - potrebbe tradursi in incrementi «del tutto insostenibili per le imprese e per i consumatori».

L’associazione stima infatti che la stretta potrebbe causare un aumento superiore al 100% per i prodotti contenenti nicotina e di circa il 200% per quelli senza.