La Commissione Ue lavora a una riforma radicale della direttiva sulle accise sui prodotti del tabacco (Ted), con aumenti che rischiano di essere senza precedenti per sigarette, tabacco da arrotolare e sigari, e nuove tasse sui prodotti alternativi come sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina.

La misura, potenzialmente esplosiva sul piano politico, è destinata a sollevare forti polemiche tra Stati membri e industria e si annuncia difficile da portare a termine, vista la necessità dell'unanimità tra i 27. Si parla di una stangata del +139% sulle accise minime per le sigarette, del +258% sul tabacco trinciato e di un clamoroso +1.090% per i sigari.

Le "bionde” potrebbero però schizzare: a spanne in Italia, un pacchetto da 5 euro potrebbe salire a 5,80-6,20 euro, mentre uno da 7 euro potrebbe arrivare fino a 8,30 euro. Secondo analisi dell'industria del tabacco a livello europeo ci sarebbe un aumento medio di 1,4 euro a pacchetto per le sigarette tradizionali e di 1,2 euro a pacchetto per i prodotti innovativi del tabacco riscaldato.

Al momento si tratta di valutazioni ancora preliminari, anche se il commissario competente Wopke Hoekstra ha già espresso la volontà di intervenire, in particolare sui nuovi prodotti come le sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. La revisione della direttiva, per altro, non è neppure ancora all'ordine del giorno del collegio dei commissari europei per le prossime settimane o mesi. Tuttavia, in un momento in cui Palazzo Berlaymont è alla ricerca di nuove entrate per far fronte al nuovo bilancio a lungo termine dell'Ue, e considerando che le accise sul tabacco sono già oggi una delle risorse proprie, cresce la pressione per agire.