L’Europa non molla la presa sul tabacco e in particolare sulle maggiori entrate che potrebbero arrivare dall’inasprimento della tassazione su tutti i prodotti da fumo oggi in commercio. A certificarlo è la nuova stangata tutta in salsa danese che il 4 dicembre sarà discussa al Working Party on Tax Questions. La revisione della direttiva sulle accise del tabacco (cosiddetta Ted), sostenuta dalla presidenza danese del Consiglio Ue, è ancora più pesante della proposta iniziale. Una soluzione che già in partenza con la bozza messa a punto dalla Commissione europea nel luglio 2025 presentava ai fumatori e ai produttori aumenti fino al 20% dei prezzi al consumo con rincari sulle sigarette del 139% o del 258% per il tabacco trinciato e fino a quasi il 1000% per i sigari.

Proposta bocciata dai cittadini

Ma nonostante le tante critiche ricevute e concentrate soprattutto sul concreto rischio di una perdita di posti di lavoro, di una penalizzazione delle alternative al fumo meno dannose e a un quasi certo aumento del contrabbando, la Commissione non sembra volersi fermare. E non è bastato neanche il risultato emerso dalla consultazione pubblica che è seguita alla presentazione della bozza di direttiva. Da quella consultazione, infatti, il 92% dei 17.000 cittadini europei – inclusi 3.000 italiani – si è opposto a rincari considerati punitivi su tutti i prodotti da fumo.