«Un mondo nuovo di detenzione non carcerocentrica, ma nemmeno indulgenziale in modo acritico», così il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato il progetto di nuove strutture residenziali per i detenuti che rientra nel sistema delle misure alternative.

In altre parole, si tratta di un nuovo percorso a disposizione dei detenuti che non hanno un domicilio fuori dal carcere, che non sono stati condannati per reati non ostativi, con alle spalle un percorso detentivo con buona condotta e con gli ultimi otto mesi da scontare.

Il senso è quello di risolvere il problema di individuare per loro un domicilio idoneo dove poter trascorrere gli ultimi otto mesi di pena, «rieducandolo e instradandolo verso un lavoro», così da ridurre la recidiva. Per farlo, il ministero ha attivato un bando per strutture residenziali con i requisiti idonei, che potranno diventare luoghi dove scontare una sorta di «detenzione attenuata» in vista del reinserimento sociale.

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La platea degli idonei alla misura è idealmente, secondo il ministero, di 2500-3000 detenuti «non pericolosi che non hanno un domicilio», che potranno fare istanza tramite al loro avvocato e la decisione finale sull’accoglimento spetterà alla magistratura di sorveglianza.