La chiamano “Janfada”, è la campagna di reclutamento dei “kamikaze dell’Islam” per la chiamata dei pasdaran ad unirsi "per il Sacrificio della Vita" contro il “nemico americano e sionista per difendere le vaste pianure dell’amata patria (la uhmma islamica)”.

Questa è la campagna propagandistica lanciata dal regime iraniano a livello internazionale, non solo dunque all’interno del paese. È rivolta anche agli iraniani della diaspora con messaggi provenienti dalle sedi diplomatiche della Repubblica islamica delle citta europee, diventate veri e propri “covi della propaganda” del regime, come affermano gli iraniani della diaspora. È in corso una guerra psicologica condotta contro i propri cittadini, tempestati da flussi di messaggi di testo sui propri cellulari e sulle e-mail con “appelli ad immolarsi” per difendere la Repubblica islamica dalla minaccia del “nemico sionista” e americano e ora anche emiratino. In queste ore a Teheran, le donne al servizio dei pasdaran, della Gashte e-Ershad, la "Polizia di Sicurezza Etica" - l'unità di strada della Repubblica Islamica dell'Iran, responsabile dell'applicazione delle norme sull'obbligo del velo (hijab) e della lotta contro i comportamenti contrari alla cultura islamica - stanno imparando come caricare e scaricare gli AK-47.