VENEZIA - Altre due persone appartenenti al clan tunisino della famiglia Sakka arrestate. La misura arriva dopo l'arresto di Koussey Sakka e Mohammad Sakka, che dovranno rispondere a vario titolo di tentato omicidio. Sui cinque appartenenti alla famiglia in guerra con il gruppo rivale dei Mallat a Venezia pendeva un mandato d'arresto e di custodia in carcere per gli accoltellamenti in centro storico, e per cui sono stati indagati su ordine della procura lagunare per rapina aggravata, furto aggravato e lesioni. Il bilancio, al momento, è di tre persone arrestate, mentre una risulta ancora ricercata.
Altre due persone arrestate Uno dei fermati, arrestato a Santa Croce nella notte tra mercoledì e giovedì fa parte dell'ordinanza emessa a seguito dell'indagine partita dall'aggressione di un cittadino palestinese in aprile, su cui hanno indagato i carabinieri, guidati dal colonnello Giuseppe Battaglia, comandante del Reparto Operativo dell'Arma lagunare.L'altro, rintracciato e bloccato in Lombardia sempre nella notte, era l'ultimo dei ricercati vicini al clan dei Sakka, raggiunti delle tre misure emesse per tentato omicidio, nell'inchiesta sull'accoltellamento di San Barnaba del 22 aprile nella città d'acqua, diretta dal dirigente della squadra mobile della questura lagunare, Eugenio Masino, con il commissariato San Marco. Sale a quattro il totale delle custodie in carcere eseguite da polizia e carabinieri nell'operazione congiunta, su ordine della procura di Venezia contro crimini e violenza.











