VENEZIA - Dopo l'episodio choc della faida tra bande di tunisini a colpi di machete nel centro storico di Venezia, dove sabato notte alle Zattere sono stati feriti due componenti della famiglia Mallat, un 32enne e un 22enne, ora scattano gli arresti. Il blitz di polizia e carabinieri è in corso dalle prime ore di questa mattina, mercoledì 20 maggio, a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica lagunare.
Le accuse Polizia e carabinieri stanno eseguendo, congiuntamente, 2 distinte misure cautelari, che dispongono la custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip nei confronti complessivamente di 5 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni aggravate, rapina e furto aggravato.Si tratta degli esponenti della famiglia tunisina Sakka che nel Veneziano e a Venezia città ha in corso una faida con un’altra famiglia tunisina, quella dei Mallat, per il controllo dello spaccio di droga e di altri traffici illecitiLe indagini Le indagini di polizia e carabinieri sono state avviate a seguito della recrudescenza degli episodi di violenza che hanno interessato il centro storico di Venezia nelle ultime settimane spesso riconducibili al più ampio contesto di violente contrapposizioni tra diverse fazioni di origine magrebina, a base familiare, per la gestione di traffici illeciti, di diversa natura.L’indagine condotta dalla polizia di Stato ha permesso di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti di due esponenti dei Sakka, indagati per il tentato omicidio dello stesso 32enne ferito sabato notte: i due Sakka sarebbero gli autori dell’aggressione dello scorso 22 aprile in Campo San Barnaba col ferimento di due Mallat pugnalati a gambe e braccia.I carabinieri hanno invece raccolto gravi elementi indiziari nei confronti di altri appartenenti alla famiglia Sakka e ad altri loro conoscenti, tutti indagati per lesioni aggravate, rapina e furto aggravato ai danni di un cittadino giordano. Gli episodi sarebbero avvenuti il 13, il 18 e il 20 aprile scorsi nel sestiere di Cannaregio. Era un Mallat anche Jamel, il ragazzo di 22 anni annegato in un canale di San Polo all’alba di martedì 5 maggio. Sul suo corpo non sono state trovate tracce di violenza riconducibili a un’aggressione fisica, ma il suo coinvolgimento nella faida familiare, tramite il fratello e altri cugini, è dato per certo dagli inquirenti.Faida tra bande di tunisini a colpi di machete alle Zattere: due feriti











