Il New York Times ricostruisce il tragitto della nave da crociera Hondius, dove un focolaio di hantavirus ha causato morti, quarantene e timori di una nuova pandemia
Con il volto cupo, il capitano Jan Dobrogowski si è presentato davanti ai passeggeri riuniti nel salone della Mv Hondius e ha dato la brutta notizia: un loro compagno di viaggio era morto. “Siamo convinti che, per quanto tragico, sia dovuto a cause naturali”, per poi aggiungere che secondo il medico di bordo l’uomo non era “contagioso” e quindi la nave era “sicura”. Era il 12 aprile 2026. Meno di due settimane prima Dobrogowski aveva riunito lo stesso gruppo per un brindisi inaugurale mentre la Hondius lasciava l’Argentina per solcare i mari dell’Atlantico del sud e osservare uccelli e altri animali in alcune delle isole più remote del mondo.
Ora invece i passeggeri cercavano di confortare Mirjam Schilperoord-Huisman, la vedova dell’uomo appena morto. Mirjam e il marito Leo Schilperoord, olandesi, entrambi di 69 anni, avevano attraversato il Sudamerica alla ricerca di uccelli rari. Dopo la morte di Leo, qualcuno ha chiesto a Mirjam se preferiva che la crociera fosse interrotta. “Siamo tutti qui con uno scopo”, avrebbe risposto la donna secondo Ruhi Cenet, documentarista turco a bordo della nave. Mirjam ha esortato gli altri passeggeri a proseguire il viaggio perché suo marito “avrebbe voluto che facessi lo stesso”. Nel giro di poche settimane altri due passeggeri sono morti, compresa Mirjam Schilperoord-Huisman.










