Sono circa 300 in tutto il mondo le persone venute a contatto con i passeggeri della nave Mv Hondius, battente bandiera olandese, partita dall'Argentina il 1° aprile scorso per una traversata transatlantica. Crociera che si è trasformata in un incubo, perché l'hantavirus rilevato a bordo ha causato tre decessi, oltre a 11 contagi accertati. Ad esclusione di quelli già positivi, quasi tutti (ogni Paese ha applicato le proprie regole su monitoraggio e quarantena) sono stati sottoposti ad un primo test di verifica sulla presenza del virus, e quasi tutti sono risultati negativi. Ma questo primo esame può ingannare, perché l’hantavirus ha un tasso di incubazione molto lungo: può arrivare fino a 8 settimane.
I contatti
Se oggi i contatti monitorati non sono risultati infetti, non è detto che lo siano anche domani. “Se si considera giorno 0 il 10 maggio 2026, sia per i passeggeri del volo che per quelli della nave, la quarantena dovrà durare fino al 21 giugno prossimo - spiega Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano –. Quindi solo da quella data potremmo considerarli effettivamente negativi”. Ma se nel frattempo quelle 300 persone, non rispettando a pieno le regole della quarantena (che in alcuni Paesi si risolve in un semplice isolamento fiduciario, cioè nel rimanere al proprio domicilio), fossero contagiose, avrebbero a loro volta passato il virus ad altri”.













