Al momento tutti e 11 i casi di infezione da hantavirus rilevati sono collegati al focolaio che si è sviluppato sulla nave da crociera Mv Hondius.
Di questi 11 casi, secondo l'Organizzazione della Sanità, otto sono provocati dall'hantavirus Andes, due sono probabili e uno è sotto esame. Ha contratto il virus anche un oncologo in pensione che ha sviluppato i sintomi dopo avere aiutato a curare i passeggeri malati a bordo della nave. Risultato debolmente positivo al virus Andes e ora negativo, si trova in biocontenimento al Nebraska Medical Center dell'Università del Nebraska in attesa dei risultati di ulteriori test.
Nel frattempo i Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) stimano 'molto basso' il rischio di un'espansione dell'infezione, ma in via precauzionale sono stati coinvolti oltre 100 ricercatori nelle operazioni di monitoraggio e quarantena. Negli Usa sono 16 i passeggeri della nave esposti al virus e sono sotto controllo in Nebraska, altri due si trovano presso le strutture di isolamento della Emory University ad Atlanta e altri ancora in New Jersey, Maryland, California, Virginia e Illinois.
Proprio nell'Illinois è stato segnalato un possibile caso di hantavirus, ma le autorità ritengono che si tratti di un'infezione generata dal contatto con roditori domestici e non collegata all'epidemia della nave e probabilmente non causata dall'hantavirus virus Andes. Fra i casi confermati che si trovano in Europa, nessuno di questi è in Italia e il più grave si trova in Francia: è una donna in condizioni critiche che per respirare ha bisogno del polmone artificiale.












