Azione sull’infiammazione. Aumento dello stress ossidativo. Impatto sul profilo metabolico. O magari attività sul microbiota intestinale, il laboratorio dell’organismo. Probabilmente, il consumo eccessivo di additivi e conservanti alimentari nel tempo potrebbe giocare ruoli diversi sull’essere umano e solo studi più approfonditi potranno rivelare con precisione gli eventuali rapporti causa-effetto. Nell’attesa, comunque, il richiamo alla prudenza e alla limitazione nel consumo di queste sostanze viene da studi osservazionali che li associano ad un aumentato rischio di sviluppare patologie.
L’ultimo tassello in questo mosaico viene posto da una ricerca francese condotta su 112.395 persone, che ha compreso un'analisi dettagliata della dieta e degli ingredienti alimentari. La conclusione dello studio pubblicato su European Heart Journal e presentato dalla stessa Società Europea di Cardiologia (ESC) in una nota per la stampa è chiara. Esiste un’associazione tra consumo di additivi e conservanti e rischio di ipertensione e patologie cardiovascolari. La ricerca è stata condotta da Mathilde Touvier, direttrice di ricerca presso l'INSERM (Istituto Nazionale Francese per la Salute e la Ricerca Medica), e da Anaïs Hasenböhler, dottoranda, entrambe del Gruppo di Ricerca in Epidemiologia Nutrizionale dell'Université Sorbonne Paris Nord e dell'Université Paris Cité.








