Le indagini sulla vicenda di Salim El Koudri si concentrano anche sulla sua prolungata ricercata di un’occupazione: dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti emerge tutta la frustrazione del 31enne. La procura di Modena sta cercando di capire il possibile elemento scatenante delle ultime settimane. Intanto, arrivano le scuse della sorella Carmen in un audio: “Non so se riusciremo a guardarlo negli occhi”.

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Gli investigatori stanno ricostruendo passo dopo passo la storia di Salim El Koudri, il 31enne che sabato scorso si è lanciato con un’auto contro i passanti in via Emilia Centro, a Modena. Un lavoro che si concentra tanto sulle ultime settimane quanto su un malessere che, secondo chi lo conosceva o lo ha seguito, avrebbe covato a lungo.

Il quadro che emerge, anche dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, è quello di una esistenza segnata quasi interamente dalla ricerca di un impiego. El Koudri avrebbe contattato per mesi agenzie interinali e conoscenti, insistendo spesso più volte al giorno per avere aggiornamenti sulle candidature. Risposte negative e silenzi avrebbero alimentato una tensione crescente, trasformando la ricerca di lavoro in una fonte costante di frustrazione. In alcune conversazioni telefoniche avrebbe anche contestato un presunto trattamento discriminatorio, ripetendo: “Non mi fate lavorare perché sono straniero”. Alcuni residenti hanno effettivamente notato alcune discussioni accese, in particolare alcuni lo ricordano mentre parlava animatamente al telefono.