Focus esclusivo tra la storia inedita della peregrinatio medievale e le più avanzate indagini scientifiche dell'Università di Padova

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Il mistero della Sacra Sindone riparte dal cuore della capitale, incrociando la storia dei monaci guerrieri e i dati dei più avanzati laboratori di ricerca. Presso la cappella ferroviaria della chiesa del Santissimo Crocifisso, alla stazione Termini, si è tenuta un'affollata conferenza promossa dall'associazione Templari Oggi, guidata dal presidente Mauro Giorgio Ferretti. Al centro dell'incontro, l'esposizione straordinaria di una fedele riproduzione a grandezza naturale del telo, scortata dai membri dell'ordine in abiti cerimoniali, che ha fatto da cornice a una doppia chiave di lettura dell'enigma sindonico: quella storica e quella scientifica.

La prima parte del dibattito ha svelato i dettagli della complessa peregrinatio del lenzuolo nei secoli medievali. Stando alle ricostruzioni presentate, i cavalieri templari hanno ricoperto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza stessa del manufatto, custodendolo in segreto per circa centocinquanta anni. I monaci in armi sottrassero la reliquia a usanze pagane dell'epoca, che avrebbero voluto distruggerla dandola alle fiamme. Questa prolungata e rischiosa opera di protezione permise di traghettare il lino fino in Francia, dove il cavaliere Goffredo de Charny lo consegnò ai chierici di Lirey, decretandone l'ingresso ufficiale nella storia documentata e nella venerazione dell'Occidente.