Pavia, 110 luglio 2026 – Un viaggio nella storia attraverso la mappatura dettagliata delle tracce biologiche invisibli lasciate nei secoli è quello compiuto analizzando il Dna rinvenuto nei frammenti della Sindone, un lenzuolo funerario di lino che reca l’immagine frontale e dorsale di un uomo con evidenti lesioni traumatiche, ma anche la sacra reliquia del cristianesimo, il sudario di Cristo, che da sempre divide Fede e Scienza.
Lo studio internazionale
I campioni prelevati nel 1978 ora sono stati esaminati di nuovo. Lo studio internazionale, pubblicato ieri sulla rivista Scientific Reports, è stato guidato dal professor Alessandro Achilli dell’università di Pavia e dal professor Gianni Barcaccia dell’Università di Padova e ha visto la partecipazione anche dell’Università di Torino.
In particolare, la ricerca ha analizzato la collezione ufficiale di campioni prelevati nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 1978 dal professor Pierluigi Baima Bollone. Il sequenziamento ha permesso di svelare le tante contaminazioni ambientali che si sono accumulate sul tessuto nel corso dei secoli. Le indagini hanno rilevato, ad esempio, che il prelievo dei campioni nel 1978 è stato fatto senza guanti, quindi in maniera non sterile, e hanno individuato la presenza di dna di piante coltivate come carota, grano e mais, di animali domestici come cani, gatti, bovini e suini, e anche di corallo rosso endemico del Mediterraneo.









