La Corte di Cassazione ha riaperto uno spiraglio per Sara Cherici, l'unica maggiorenne insieme con Viktor Ulinici coinvolta nel folle lancio della bicicletta dai Murazzi di Torino, avvenuto il 21 gennaio 2023. Quel gesto scellerato causò la tetraplegia del ventitreenne Mauro Glorioso, studente di medicina.

Per Cherici, che in appello aveva visto ridursi la condanna da 16 a 14 anni per concorso morale in tentato omicidio, la partita giudiziaria non è ancora chiusa. La Suprema Corte ha infatti stabilito che la sua pena dovrà essere rideterminata, accogliendo il ricorso presentato dalla difesa.

Sebbene i giudici di legittimità abbiano sancito in modo definitivo la responsabilità penale della ragazza per aver partecipato e rafforzato il "progetto criminoso" del gruppo, il processo di secondo grado dovrà essere parzialmente ripetuto.

Il caso tornerà quindi davanti alla Corte d’Appello di Torino, che si riunirà in una composizione di giudici completamente diversa rispetto alla precedente. Il loro compito sarà specifico ed esclusivo: valutare se concedere o meno alla giovane le attenuanti generiche, che finora le erano sempre state negate.

Nelle precedenti fasi del giudizio, i magistrati avevano escluso i benefici a causa della "piena condivisione della bravata" da parte di Cherici, della sua mancata dissociazione immediata dal branco e delle immagini delle telecamere che la ritraevano mentre rideva con gli amici dopo il lancio. Per questa nuova valutazione, la difesa – guidata dagli avvocati Nicola Gianaria e Giorgio Calabrese – punterà sulla fragilità psicologica dell’ora ventunenne.