Il Politecnico di Milano sviluppa bollini edibili e compostabili per frutta e verdura: la svolta per ridurre plastica, contaminazione dell’organico e ingestione accidentale

©Politecnico di Milano

Quel bollino sulla mela sembra una sciocchezza. Lo stacchi, lo appiccichi al bordo del lavello, lo dimentichi sul tagliere, qualche volta finisce nell’umido insieme alle bucce. Altre volte resta lì, sulla frutta, e ce lo ritroviamo tra i denti con la stessa dignità gastronomica di un francobollo. Piccolo, quasi invisibile, eppure abbastanza ostinato da infilarsi in due problemi molto concreti: la contaminazione della frazione organica e l’ingestione accidentale di etichette tradizionali.

Da qui parte il progetto APPEAL, coordinato dal Politecnico di Milano insieme a sette partner scientifici e industriali, tra cui il Consorzio Melinda, e finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate del Ministero dell’Università e della Ricerca. L’obiettivo è semplice da raccontare e complicato da realizzare: creare etichette commestibili per frutta e verdura, compostabili, sicure e capaci di mantenere leggibili le informazioni di tracciabilità lungo la filiera.

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