Donald Trump ha dichiarato nelle ultime ore che i mediatori sono al lavoro su una «lettera d’intenti» che Usa e Iran dovrebbero firmare per mettere fine alla guerra in Medio Oriente. Ma siccome negli ultimi mesi circa il presidente americano ha più volte detto che il conflitto era praticamente finito (salvo poi registrare nuove azioni di ostilità) o rilasciato dichiarazioni la cui validità è durata l’arco di una giornata, economisti ed esperti continuano ad analizzare la situazione e a calcolare quel che potrà accadere sul fronte energetico in caso di un duraturo blocco dello Stretto di Hormuz. Tra questi, un gruppo di studiosi di alto livello guidato dal professor Jan Rosenow dell’Università di Oxford, ha valutato che una chiusura prolungata di quel tratto di mare, unita ad alcuni plausibili cambiamenti nella politica energetica statunitense, potrebbe far salire i prezzi delle importazioni europee di gas naturale liquefatto (Gnl) ben al di sopra dei massimi raggiunti nel 2022 dopo l’invasione della Russia ai danni dell’Ucraina. E, notizia non notizia considerati tutte le altre analisi pubblicate anche dalla Commissione europea nelle ultime settimane e non solo, l’Italia è tra i paesi europei più esposti alla volatilità dei prezzi del gas naturale.
Una chiusura di sei mesi di Hormuz farebbe raddoppiare i prezzi dell’import europeo di Gnl
Donald Trump ha dichiarato nelle ultime ore che i mediatori sono al lavoro su una «lettera d’intenti» che Usa e Iran dovrebbero firmare per mettere fine alla guerra in Medio Oriente. Ma siccome negli ultimi mesi circa il presidente americano ha più volte













