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I margini per intervenire potrebbero ancora esserci, anche se è stato fatto passare colpevolmente tempo prezioso e l’assessorato regionale degli Enti locali non si è degnato neppure di dare una risposta all’accorato appello del Comitato spontaneo “Vincenzo Crisafulli”, composto da oltre 150 presidenti di seggio di Messina. Alla vigilia di una complessa tornata elettorale che qui, in riva allo Stretto, vede non solo l’elezione del sindaco e del consiglio comunale ma anche dei consigli delle sette Circoscrizioni, c’è il timore fondato di disfunzioni organizzative e di una massiccia rinuncia da parte dei presidenti e degli scrutatori.

Cosa si chiedeva? Semplice: poter avviare le operazioni preliminari al voto non tra le 6 e le 7 di domenica, cioè l’ora precedente l’apertura dei seggi, ma già nel pomeriggio, dal momento che, in ogni caso, i presidenti devono recarsi nelle scuole assegnate. Sarebbe bastata una circolare applicativa da parte della Regione siciliana. Nei giorni scorsi, all’assessora regionale Elisa Ingala si era rivolto il consigliere comunale uscente Alessandro Russo, con una richiesta urgente inoltrata anche alla Prefettura di Messina e al commissario straordinario del Comune. Russo chiedeva all’assessora «di porre adeguata attenzione alle modalità di allestimento dei seggi elettorali del turno di elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026.