HomeSpecialiCalcio"Sono venuto qui per vincere". Così ha costruito un gruppo unitoScelte forti, identità di gioco e uno spogliatoio sempre unito. Capolavoro nato passo dopo passo .Scelte forti, identità di gioco e uno spogliatoio sempre unito. Capolavoro nato passo dopo passo .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Luca AmorosiAREZZOUn anno, due mesi e circa venti giorni. Tanto ci ha messo Cristian Bucchi per portare l’Arezzo a vincere il campionato di C e a riportare gli amaranto in B, dove mancavano dal 10 giugno 2007, giorno della vittoria, purtroppo vana, di Treviso. Il tecnico arrivò ad Arezzo all’inizio del febbraio 2025, fermo da due anni. La società scelse lui per sostituire Emanuele Troise. "Quest’anno ci proviamo ma sarà difficile. L’anno prossimo ci proviamo davvero: sono venuto ad Arezzo perché ho capito le ambizioni forti di questa società", aveva detto il giorno della sua presentazione. Parole non banali e dette con cognizione di causa. Bucchi, infatti, ha mantenuto le promesse: ha posto le basi per questa stagione nella seconda parte della scorsa, individuando un gruppo di calciatori da cui ripartire e plasmando un’identità di gioco forte e ben precisa facendo anche scelte forti, come lo spostamento di Guccione a centrocampo. La scorsa estate, il direttore Cutolo e il presidente Manzo gli hanno allestito una rosa di livello che lui è stato in grado di cementare poi in un gruppo forte e unito fin dal ritiro in Trentino, continuando a lavorare sui principi tattici e tecnici del suo calcio.