Madrid. In un contesto politico agguerrito come quello spagnolo, le reazioni alla notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati per l’ex primo ministro socialista José Luis Rodríguez Zapatero, con tanto di perquisizione nel suo ufficio di calle Ferraz, a pochi metri dalla sede nazionale del Psoe, non sono state in nessun caso all’insegna del garantismo e della presunzione d’innocenza, sia pur tirata come sempre in ballo in qualche discorso. Le destre non fanno neanche finta di credere a un uomo il cui nome saltava da troppo tempo di bocca in bocca in una delle inchieste più delicate che in questo momento imbarazzano l’esecutivo di Pedro Sánchez: il salvataggio di una minuscola compagnia aerea venezuelana scelta inspiegabilmente come azienda strategica.A sinistra, invece, chi lo ha difeso lo ha fatto o in nome di un’amicizia personale oppure ampliando le accuse a tutta una classe politico-giudiziaria, rea di voler colpire in Zapatero una mitica stagione di riforme civili che già allora parevano proiettare la Spagna all’avanguardia politica d’Europa. Nelle ultime ore, fra l’altro, Zapatero è diventato “l’uomo che ha sconfitto l’Eta”. Lo ha ripetuto anche Sánchez in parlamento, rispondendo al discorso indignato del popolare Alberto Núñez Feijóo, leader dell’opposizione. E’ un’interpretazione distorta dei lunghi decenni di lotta al gruppo terrorista basco e non spiega poi perché il potere giudiziario dovrebbe avercela con un ex premier per questo nobile motivo (soprattutto se si pensa che una delle accuse rivolte a Sánchez è proprio quella di aver stretto patti con partiti eredi politici del terrorismo basco).Nel frattempo, però, dopo le prime concitate notizie è stato diffuso il provvedimento scritto dai giudici. Ne emergono i soliti comportamenti la cui rilevanza penale sarà tutta da dimostrare, ma che cominciano a imbarazzare gli alleati di Sánchez. Forse, fra le reazioni oscillanti più significative, c’è quella di Gabriel Rufián, portavoce parlamentare di Esquerra Republicana, partito della sinistra indipendentista catalana. Per lui i giudici sono gli inquisitori che hanno messo in carcere i suoi compagni per il tentativo di sedizione indipendentista e per un referendum che quella parte politica non considerava illegale. Come molti socialisti, anche Rufián ha parlato di “affetto” nei confronti di Zapatero, per aver contrattato l’amnistia ai condannati catalani in cambio del sostegno politico determinante per la nascita dell’attuale governo di Sánchez. In Parlamento, ha anche detto che tutti i vecchi primi ministri spagnoli meriterebbero di peggio, ma… La stoccata, si sa, arriva sempre dopo il ma. Mostrando le 88 pagine del provvedimento ha precisato che la vera sinistra non si rivede in quei comportamenti. In questo modo il leader indipendentista si riproponeva come leader di una sinistra radicale e pura, che ormai lui non fa mistero di voler guidare a livello nazionale, e allo stesso tempo diluiva le accuse circostanziate a Zapatero in un mare magno di vecchi e vaghi crimini politici.Però adesso tutti sembrano voler usare con maggiore prudenza il termine “lawfare”: non è guerra politica condotta attraverso il potere giudiziario. La magistratura spagnola aveva già nel 2023 aperto e poi archiviato un fascicolo sui chiacchierati aiuti statali alla compagnia Plus Ultra, misure politicamente assai discutibili, indipendentemente dall’esito giudiziario. La nuova indagine, però, non nasce da denunce di oppositori politici, come certi rappresentanti del governo hanno provato a dire, bensì a seguito di due richieste di informazioni da parte delle autorità di Francia e Svizzera che indagano su operazioni di riciclaggio di fondi venezuelani in Europa. Da tempo Plus Ultra era indebitata e aveva ottenuto dei prestiti da Simon Verhoeven, finanziere svizzero indagato in patria per riciclaggio di danaro proveniente da attività criminali in Venezuela. La compagnia aerea aveva un consulente, Julio Martínez, che a sua volta aveva come consulenti il suo amico Zapatero e le sue due figlie, titolari di una società di marketing, anch’essa perquisita martedì. Le somme dei bonifici esaminati sono notevoli. Zapatero assicura di aver sempre dichiarato tutti i suoi introiti, ma il punto non è questo. Secondo gli inquirenti spagnoli le società erano scatole vuote e le consulenze un mero schermo su cui simulare una lecita prestazione di servizi che in realtà erano tutt’altro che leciti. Il 2 giugno ci sarà la prima udienza. La graticola per Sánchez continua, ma lui ha imparato a camminare su carboni ardenti.
Le accuse dettagliate a carico di Zapatero imbarazzano Sánchez e il Psoe
L'indagine sull'ex primo ministro spagnolo nasce a seguito di due richieste di informazioni da parte delle autorità di Francia e Svizzera in merito a operazioni di riciclaggio di fondi venezuelani in Europa. Il 2 giugno ci sarà la prima udienza











