Madrid. La notizia ha avuto forte impatto mediatico, ma non ha sorpreso chi già seguiva la cronaca politico-giudiziaria spagnola. José Luis Rodríguez Zapatero, primo ministro socialista dal 2004 al 2011, è indagato per traffico di influenze e riciclaggio. E’ la prima volta per un ex premier spagnolo, che andrà a deporre il 2 giugno presso la Audiencia Nacional, il tribunale di Madrid che si occupa di gravi reati economici e non solo.I sospetti su di lui sgorgano da un’indagine che riguarda il piano di salvataggio finanziario della compagnia aerea Plus Ultra, la cui sede madrilena era già stata perquisita a dicembre del 2025. Tra i fermati, allora, c’era l’imprenditore Julio Martínez, molto amico di Zapatero e cliente dell’agenzia di comunicazione Whathefav, di proprietà delle due figlie dell’ex premier. Fiumi d’inchiostro si erano poi versati sui loro incontri regolari e, a detta di alcuni, sospetti. Le perquisizioni sono arrivate fin nell’ufficio di Zapatero. L’ex premier ha diffuso un breve video in cui ha respinto tutte le accuse, dicendo di aver sempre rispettato la legalità, di aver dichiarato tutti i ricavi delle sue attività private da consulente e di non aver svolto mai alcun ruolo davanti all’amministrazione pubblica a favore del salvataggio della compagnia aerea.Al di là di ogni ipotesi di reato, che toccherà ai pm motivare, resta il fatto che nel 2020, in piena pandemia, il governo Sánchez crea il Fondo di sostegno alla solvibilità delle aziende strategiche e nel marzo 2021 include Plus Ultra fra le imprese da salvare. E’ una compagnia privata piccola e poco conosciuta, ma riceve un prestito di 53 milioni di euro in due rate, dopo diversi tentativi sia politici che giudiziari di bloccare tutto. Per esempio l’economista Luis Garicano, all’epoca eurodeputato di Ciudadanos, denunciò l’operazione alla Commissione europea come aiuto di stato illegale. Gli argomenti erano semplici: l’azienda non era strategica, era già in crisi prima del Covid e non era sostenibile, perché non in grado di restituire il denaro in sette anni.Va ricordato che Plus Ultra disponeva di una flotta composta solo da quattro velivoli (tre dei quali a noleggio, quindi nemmeno ipotecabili), occupava il 166° posto nella classifica delle compagnie aeree attive e operava lo 0,03 per cento del traffico aereo spagnolo. Volava su qualche capitale latino-americana, fra cui Caracas. Scelta ovvia, essendo nata nel 2011 con capitale venezuelano. Gli inquirenti sospettano che almeno una parte di quel denaro pubblico spagnolo sia servita a rimborsare debiti contratti con altre società con sede in Svizzera, Francia e Panama, a loro volta collegate a presunte attività di riciclaggio e pagamenti occulti, per esempio alla Pdvsa, la famosa compagnia petrolifera di stato venezuelana.Impossibile, a questo punto, non pensare ai buoni rapporti fra Zapatero e il Venezuela. Sono noti i suoi silenzi sui brogli alle elezioni cui ha regolarmente partecipato come osservatore internazionale nel 2015 (legislative), 2018 e 2024 (presidenziali) e il suo contemporaneo ruolo da “mediatore” con il regime chavista molto criticato dall’opposizione democratica venezuelana. La cosa non turberà chi lo ama proprio per questo suo piglio “terzomondista”, ma di certo turba un altro storico leader socialista, il padre della transizione democratica Felipe González, che da tempo lo critica ferocemente. Pedro Sánchez, però, lo ha riabilitato del tutto, al punto che Zapatero ha avuto un ruolo importante alle ultime elezioni nazionali nel 2023 e lo si è visto attivo anche nella recentissima campagna elettorale in Andalusia, quella che domenica scorsa ha dato al Psoe il peggior risultato della sua storia nella regione che ai tempi del sivigliano González era una roccaforte socialista.Ma i socialisti non considerano Zapatero un attivo tossico e bollano l’inchiesta come un attacco giudiziario al governo attuale (sotto inchiesta ci sono, per casi diversi, anche il fratello e la moglie del premier Sánchez, oltre agli ultimi due segretari organizzativi del Psoe) e a tutta una mitica stagione di riforme civili (Zapatero è il padre della legge sui “matrimoni gay”). Le opposizioni, invece, che in lui vedono addirittura un vero “premier ombra”, salutano la fine della “musa del sanchismo”.