HomeBenessereCos’è la resilienza e perché è legata al benessere. Gestire le emozioni senza farsi travolgere: come si praticaNon è un talento raro, ma una competenza psicologica ed emotiva che si costruisce nel tempo. E che separa chi resta fermo da chi, dopo un colpo, riparte21 maggio 2026C’è chi crolla e chi, dopo una difficoltà, riesce a riorganizzarsi. Non perché il dolore sia minore, ma perché cambia il modo di attraversarlo. La psicologia chiama questo processo resilienza: una parola che oggi è entrata nel linguaggio comune (chi, post-Covid, non si è chiesto cosa vuol dire resilienza nel Pnrr?), spesso usata con leggerezza, ma che indica una capacità complessa e profondamente umana.

Non si tratta di “essere forti” in senso assoluto. Si tratta piuttosto di adattarsi, rielaborare, e in alcuni casi trasformare le difficoltà in un nuovo punto di partenza. Scopriamo qualcosa di più su questa attitudine.

Cosa vuol dire resilienza: etimologia

Venuta agli onori delle cronache con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la parola resilienza ha in realtà un significato antico e profondamente radicato. Il termine deriva dal latino resilire, che significa “saltare indietro” o “rimbalzare”. In origine veniva utilizzato in fisica e ingegneria per descrivere la capacità di un materiale di tornare alla propria forma iniziale dopo una deformazione. Trasportato in ambito psicologico, il concetto cambia radicalmente pur mantenendo, però, una metafora efficace: non si resta identici dopo un urto, ma si può ritrovare un nuovo equilibrio dopo essere stati “deformati” dagli eventi. Ma approfondiamolo.