Come si costruisce una città capace di sopravvivere alla crisi climatica? E soprattutto: perché l’uomo, dopo millenni trascorsi immerso nella natura, ha scelto di vivere quasi solo nel cemento? A queste domande proverà a rispondere Stefano Mancuso, tra gli scienziati italiani più conosciuti al mondo, protagonista il 28 maggio alle 21 a Everest – Spazio alla Cultura di Vimodrone con la Lectio Magistralis "Fitopolis. La città vivente". Non una semplice conferenza, ma un viaggio nel rapporto tra uomo, ambiente e futuro urbano guidato da uno dei massimi studiosi internazionali della neurobiologia vegetale. Professore ordinario all’Università di Firenze, accademico dei Georgofili e direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale con sedi tra Firenze, Parigi, Bonn e Giappone, i docente ha costruito negli anni una riflessione che ha ribaltato molte convinzioni: le piante non sarebbero organismi passivi, ma esseri capaci di apprendere, comunicare, ricordare e adattarsi. Il punto di partenza della lectio è una trasformazione avvenuta quasi senza accorgersene: in poche generazioni l’umanità è passata dall’abitare ogni ambiente naturale del pianeta a concentrarsi nelle città, diventando di fatto una specie dipendente da una sola nicchia ecologica. Una rivoluzione che, secondo Mancuso, obbliga a ripensare completamente il modello urbano. "Fitopolis" immagina così città viventi, progettate non contro la natura ma insieme alla natura, dove alberi, verde e biodiversità non siano elementi decorativi ma infrastrutture essenziali. La partecipazione è gratuita ma è obbligatoria la prenotazione scrivendo a info@industriascenica.com