Dall’isolamento dei campi incolti ai piedi dei monti abruzzesi alle grotte nel cuore del Chiribiquete, passando per le nostre città e le comunità che le abitano: è iniziata così la seconda parte del viaggio di Pianeta 2030-il Festival, che alle 14.30 è tornato ad animare il Salone d’Onore di Triennale Milano con talk, interviste e le testimonianze di tanti ospiti.
Il pomeriggio della seconda giornata di Pianeta 2030-il Festival si è aperto con le riflessioni della scrittrice Premio Strega Donatella Di Pietrantonio, dell’architetto Mario Cucinella e dell’editorialista Ferruccio de Bortoli. Lo speleologo Francesco Sauro ha parlato di antiche pitture rupestri
Ad aprire il pomeriggio sono state le riflessioni della scrittrice Donatella Di Pietrantonio, autrice de “L’Arminuta” e del romanzo Premio Strega “L’età fragile”, che con il caporedattore di Pianeta 2030, Edoardo Vigna, ha ripercorso i luoghi della sua infanzia nel cuore dell’entroterra abruzzese. Riscoprire questi contesti ha portato sensazioni inaspettate: «Ho incontrato un mondo sull’orlo dell’estinzione», ha detto la scrittrice: «Il mondo agricolo è residuale: oltre agli ultimi anziani rimasti a coltivare ci sono pochi giovani in sofferenza. Se non saremo capaci di sostenere l’imprenditorialità agricola dei giovani che corrono tanti rischi e faticano su queste terre interne, il futuro non promette bene».








