Il percorso di integrazione europea della Repubblica di San Marino registra un’altra battuta d’arresto a Bruxelles. Come del resto già ipotizzato nella giornata di ieri. Ma il dialogo diplomatico non si ferma. Nel corso dell’ultima riunione del gruppo Efta, quella di ieri, gli Stati membri dell’Unione europea hanno approfondito il dossier relativo all’accordo di associazione con il Titano. Nonostante si siano registrati ulteriori passi avanti sia sul piano politico che su quello tecnico, l’unanimità necessaria non è ancora stata raggiunta.
A frenare l’iter sono le riserve espresse dalla Bulgaria. Proprio come qualche settimana fa. E andare con la mente al ’caso Bsm’ è profondamente naturale. Il mancato superamento di questi rilievi non ha permesso, quindi, come inizialmente previsto, il passaggio del testo al Coreper (il Comitato dei rappresentanti permanenti).
La macchina diplomatica sammarinese, tuttavia, non demorde: la segreteria di Stato per gli Affari Esteri ha confermato il pieno impegno nel proseguire le trattative. I pertinenti comitati del Consiglio Ue continueranno a ridiscutere il tema a cadenza settimanale per limare le distanze, assicurano. Sul caso è intervenuto direttamente il segretario agli Esteri, Luca Beccari, invitando alla calma: "Il lavoro prosegue in maniera costante e costruttiva. Confidiamo che le questioni aperte possano essere chiarite attraverso il dialogo. È comprensibile la tensione che questi ritardi provocano nel Paese, ma questo è il momento di lasciar lavorare la diplomazia, di non alimentare inutili speculazioni e di continuare a porre fiducia nei nostri interlocutori".






