Alfonso Greco, si è regalato un bel compleanno.
«Sì, ci voleva».
Nato il 19 maggio di 57 anni fa, l’allenatore della Torres ha festeggiato la ricorrenza in anticipo portando a compimento sabato scorso un’impresa non scontata quando, a novembre, è stato richiamato al capezzale di una squadra lasciata nel giugno precedente ai playoff per la Serie B e in quel momento invece ultima nel girone B di Serie C. Ripreso il volante di un’auto un po’ diversa ma con un buon motore, il tecnico ha assemblato al meglio ogni componente e, giornata dopo giornata, ha risalito la china sino a guadagnare i playout. «Peccato per alcuni punti persi», sottolinea, «avremmo evitato lo spareggio». Tutto comunque è andato per il meglio: doppia vittoria col Bra e salvezza più che meritata. Ora si può programmare il futuro, magari con lui ancora in panchina per un nuovo ciclo. Il quarto della sua vita in rossoblù. «A breve ci vedremo con la società».
Pochi come lui conoscono la realtà sassarese. E anche quella sarda, perché l’allenatore romano ha giocato nel Cagliari del primo Ranieri, dal 1989 al 1992, gli anni della promozione dalla B alla A e dell’assestamento nella massima serie. Rallentato da un grave infortunio al ginocchio, ha proseguito la carriera con Catania, Cosenza, Turris, Spal, Pisa, Carrarese, Fano e Grosseto fermandosi nel 2004 e avviando nel 2011 l’avventura da allenatore, vissuta sulle panchine di Sliema Wanderers e Zebbug Rangers a Malta, Ostiamare, Pro Cisterna, Real Pomezia e Lanusei. Alla Torres è arrivato nel 2021 ed è stato subito un successo: vittoria degli spareggi contro Arzachena e Afragolese e promozione in Serie C. L’anno dopo è arrivato l’esonero dopo 20 giornate e poi il ritorno in primavera con la salvezza; nel 2023/24 e nel 2024/5 la scalata conclusa al secondo e terzo posto e l’eliminazione ai playoff contro Benevento e Atalanta U23. Quindi l’addio. E il rientro dopo pochi mesi. In rossoblù 180 partite (166 in campionato) con 88 vittorie, 66 pareggi e 37 sconfitte.













