Lo studio degli ecosistemi marini ha assunto una grande importanza in relazione al cambiamento climatico in atto. Le praterie di Posidonia oceanica sono le osservate speciali nel Mar Mediterraneo, perché sono preziose alleate nel contrastare il cambiamento e per gli effetti che il riscaldamento delle acque marine può avere sul loro ciclo vitale.

L’IMPORTANZA CHE HANNO LE PRATERIE di Posidonia come serbatoi di carbonio è stato pienamente compreso solo in tempi recenti. Siamo di fronte alla pianta marina più efficiente nel ciclo del carbonio, in grado di effettuare la fotosintesi, sottrarre CO2 dall’atmosfera, produrre ossigeno, immagazzinare il carbonio per migliaia di anni nel suo intreccio di rizomi e radici. Quello che avviene sotto la superficie del mare è più complesso da comprendere rispetto ai fenomeni che osserviamo sulla terraferma.

CENTINAIA DI RICERCATORI sono impegnati a studiare l’ambiente marino e le trasformazioni che sta subendo. Monica Montefalcone, docente di ecologia marina all’Università di Genova, morta insieme ad altre quattro persone il 14 maggio in un tragico incidente alle Maldive durante una immersione, faceva parte di quegli scienziati che esplorano gli ecosistemi marini per ricavare indicazioni utili ad affrontare gli squilibri che stanno interessando il nostro pianeta.