Rifiuti, entra nel vivo la gara d’appalto da oltre 140 milioni di euro che individuerà le imprese che gestiranno il servizio per i prossimi 9 anni.

La SRR Agrigento Est ha aperto le buste pervenute entro il 6 maggio almeno limitatamente al lotto che riguarda Agrigento (l’altro lotto riguarda i comuni di Aragona, Camastra, Canicattì, Castrofilippo, Casteltermini, Comitini, Grotte, Naro e Racalmuto) e non sono mancate le sorprese.

Ad essersi ripresentato, come era facile immaginare, è il RTI uscente, ma non al suo completo. Il raggruppamento è infatti composto da Iseda e Sea cui si aggiunge la società Traina, ma non da Seap. La società, si ricorderà, si era tirata fuori già in fase di proroga concessa dal Comune per consentire lo svolgimento della gara e ha impugnato le procedure ritenendo le scelte adottate economicamente svantaggiose.

Altro raggruppamento sarà composto dalla campana Sarim Srl, l’empedoclina Icos Srl e la società palermitana Eco Burgus Srl. Le altre ditte che stanno partecipando sono la milanese Risam Srl, la torinese Teknoservice Srl (che si è recentemente aggiudicata la gara a Sciacca) e la siciliana Multiecoplast Srl.

Quello che è evidente è che, una volta che si sta nuovamente consentendo alle imprese di confrontarsi grazie ad una gara d’appalto, si stanno interessando della situazione agrigentina imprese provenienti da tutto il Paese, con la possibilità di migliorare le condizioni per i cittadini. Non, ovviamente, per la qualità del servizio prestato, ma rispetto alla possibilità di offerte economicamente più vantaggiose o progetti migliorativi: passi avanti concessi dalle imprese per cercare di aggiudicarsi una gara a sei zeri e, forse, una città un po’ più pulita e decorosa.