La scena vergognosa nei confronti degli attivisti della Flotilla è la conseguenza logica di quel senso di impunità regalato alle frange estreme quando si permette ai coloni ogni tipo di nefandezza contro i palestinesi della Cisgiordania. C'è da chiedersi dove sono finiti tutti gli anticorpi della società che potevano arginare l'estremismo messianico e fondamentalistaIl fascismo ha un volto ed è quello di Itamar Ben Gvir, 50 anni appena compiuti con tanto di torta al cappio confezionata da sua moglie, ministro della Sicurezza nazionale nel governo israeliano. Il fascismo è l’umiliazione dell’ avversario inerme. Il fascismo è farsi vanto di questa umiliazione. Come ha fatto Ben Gvir, peraltro recidivo, quando si è accanito su un’attivista della Flotilla che aveva osato gridare «Free Palestine» mentre era in ginocchio, ammanettata e bendata al pari di tutti glPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Gigi RivaÈ stato direttore del Giornale di Vicenza dal 2001 al 2002 e caporedattore centrale del settimanale L'Espresso dal 2012 al 2016. È stato a lungo inviato speciale nell'ex Jugoslavia e in Medioriente rispettivamente per il Giorno e L'Espresso. Ha lavorato anche al Giornale di Bergamo, Gazzettino, e D - la Repubblica delle donne. Ha pubblicato diversi libri tra cui Ingordigia, vita morte e truffe del broker dei vip (Mondadori). Il suo ultimo libro è C’era l’amore a Sarajevo (Mondadori).
Umiliare gli inermi, il fascismo di Ben-Gvir e la bancarotta morale di Israele
La scena vergognosa nei confronti degli attivisti della Flotilla è la conseguenza logica di quel senso di impunità regalato alle frange estreme quando si permette ai coloni ogni tipo di nefandezza contro i palestinesi della Cisgiordania. C'è da chiedersi dove sono finiti tutti gli anticorpi della società che potevano arginare l'estremismo messianico e fondamentalista










