Diversi cittadini hanno disturbato l’uomo, secondo il quale sarebbe stato sciacallaggio: “Siamo in Italia qui”
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A Modena il sentimento è ancora forte dopo l’attentato di sabato. In strada ci sono ancora i segni evidenti di quanto accaduto e la gente non sembra intenzionata a cancellarli, vuole mantenere vivido il ricordo e non dimenticare facilmente. Anche questo è un modo per metabolizzare, per rendersi conto di quanto accaduto e per lavorare affinchè non accada più. L’Italia intera è stata scossa da un terremoto emotivo sabato pomeriggio, perché quelle immagini, che fino a ora ci sembravano lontane, rarefatte, come se non potessero mai riguardarci direttamente, ci sono piombate in casa. Lacrime e sangue di un’Italia ferita che cerca ancora una spiegazione, un movente a un gesto che non può averne.In questi giorni sono stati portati fiori, biglietti, ricordi nel punto in cui l’auto di Salim El Koudri ha impattato. E lì è stata posata anche una bandiera Tricolore, simbolo italiano che non può avere colore politico. Da oltre 150 anni unisce l’Italia, è un simbolo di appartenenza ed è proprio nei momenti difficili che l’Italia si ritrova in quei colori, come ha detto anche Luca Signorelli, il primo che è riuscito a fermare l’attentatore per disarmarlo: “Ho fatto vedere che l'Italia non è morta, c'è ancora”. Eppure qualcuno a Modena quell’Italia la voleva cancellare, quei ricordi li voleva eliminare. In un video pubblicato da Federico Ferrai, segretario della Lega Giovani a Roma, sono state registrate le reazioni di un gruppo di persone al passaggio di un uomo che stava cercando di portare via il Tricolore dal luogo dello schianto.













