L’ultra conservatrice Takaichi e il progressista Lee Jae Myung si sono incontrati per reagire al “G2” tra Usa e Cina. Provando a dimenticare le contese storiche. Energia, difesa, minerali critici: cosa c’era sul tavolo.

Qualche giorno dopo l’atteso faccia a faccia tra Donald Trump e Xi Jinping, poche ore prima dell’ennesimo colloquio tra Vladimir Putin e lo stesso presidente cinese, ad Andong è andato in scena un altro vertice. Non c’era nessuno dei leader delle tre grandi potenze globali, eppure l’incontro è sembrato l’emblema di come il mondo stia provando a rispondere alla nuova epoca del “G2” profetizzato da Trump in relazione ai rapporti tra Stati Uniti e Cina. Andong è una città patrimonio dell’Unesco nel centro della Corea del Sud, lontana dai lustrini della patinata Seul. I protagonisti di questo “altro vertice” sono stati Sanae Takaichi e Lee Jae Myung. La premier giapponese e il presidente sudcoreano si sono visti all’ingresso di un hotel nel centro della città in cui peraltro è nato lo stesso Lee. Un modo immediato per segnalare un rapporto personale tra i due vicini asiatici, acerrimi rivali fino a solo qualche anno fa. D’altronde, Takaichi aveva fatto lo stesso nel 2025, quando aveva ricevuto Lee a Nara, dov’è nata lei.