Cominciamo dai fatti, che in questa storia vengono trattati come ospiti sgraditi. La Galleria Borghese è uno dei musei più belli del mondo - Bernini, Caravaggio, Raffaello, in un casino del Seicento immerso nel verde di Villa Borghese. Un posto che farebbe commuovere chiunque, se solo riuscisse a entrarci.

Per visitarla devi prenotare con settimane di anticipo, oppure passare dal bagarino. Esattamente come al Colosseo vent’anni fa. La direttrice Francesca Cappelletti convive con questa assurdità ogni giorno: i biglietti esauriti, l’accesso contingentato, i disabili senza soluzioni dignitose, e oltre duecento opere di valore inestimabile chiuse nei magazzini perché non c’è spazio per esporle. Duecento opere. Nei depositi. Invisibili.

Di fronte a questo, una grande società di ingegneria decide di fare una cosa semplice e generosa: investire quasi un milione di euro per lanciare un concorso internazionale di idee. Nessun cantiere deciso, nessun progetto già pronto. Solo una domanda rivolta ai migliori architetti del mondo: avete idee su come migliorare accessibilità e fruibilità del Museo, progettando un nuovo edificio “contermine”? Il tutto regalato al museo e alla città. Lo Stato deciderà cosa farne.