A Roma il presente, nell’arte, è solo l’ultimo strato di una storia millenaria, il più fragile e maggiormente in balia delle intemperie, quelle socio-economiche si intende. La tendenza più attuale è quella di spettacolarizzare il passato, come nella visitatissima nuova fermata metro del Colosseo dove un atto quotidiano come prendere la metropolitana diventa un’immersione tra i reperti antichi resi splendenti dalla scenografia futurista. Lassù In superficie le gallerie fanno, invece, i conti con la crisi del mercato dell’arte e, Contemporanea, il Gallery Weekend romano, giunto alla terza edizione (15-17 maggio) diventa un atto di resistenza collettiva ed organizzata per trovare nuovo slancio e nuova visibilità. Trentadue le gallerie coinvolte sparse nei vari quartieri. Una passeggiata tra mostre in galleria ed eventi collaterali più o meno connessi al programma ufficiale, un diario caotico ma veritiero della scena artistica nella capitale.Il respiro di San LorenzoSan Lorenzo è il quartiere più legato al contemporaneo anche perché non offre particolari attrazioni di altro genere, la memoria storica del luogo appartiene al Pastifico Cerere che per l’occasione ha inaugurato la mostra di Alberto Maggini, “ULTRA FLAT”, a cura di Gianlorenzo Chiaraluce. Il simulacro di un centro estetico è la quinta per opere chiassose ed intriganti che parlano di metamorfosi, in cui i rituali di bellezza diventano il dispositivo per svelare le connessioni tra cultura e potere, prezzi dai mille ai 3 mila euro. La cena in onore dell’artista è stata ospitata da Rocco Panetta e Ganesh Poggi Madarena eredi di una storia che da sempre vede i collezionisti dell’Urbe aprire le proprie case per celebrare gli artisti. Tra le tante gallerie che hanno scelto San Lorenzo come loro sede Matèria propone una tri-personale, “Common Ground”, con artisti tutti di base a Roma: Josè Angelino, Fabio Barile e Stefano Canto, prezzi accessibili tra i 1.500 e gli 8 mila euro. Sempre a San Lorenzo altro punto focale del weekend è stata la Soho House che ha contribuito ad animare Contemporanea con talk e feste serali e ha ospitato gli ospiti venuti da fuori città. Spostandoci verso il centro Tornabuoni propone una mostra curatissima che mette in scena molti protagonisti del secondo ‘900: Carla Accardi, Gastone Novelli, Lucia Marcucci, Lamberto Pignotti e altri, in dialogo non solo attraverso le opere ma anche attraverso le lettere che si scambiavano: il focus è la poesia visiva e qui le opere si trovano in un range tra i 2 mila e i 10 mila euro, la guest star Lucio Fontana è presente con due lavori tra cui un rarissimo «Concetto spaziale» del 1962 realizzato a quattro mani con il belga Jef Verheyen, in questo caso la richiesta supera il milione di euro. Eugenia Delfini dedica una esposizione personale, “Le 3:17”, a Lucia Leuci tra le artiste invitate ad accompagnare Chiara Camoni al Padiglione Italia della Biennale di quest’anno. Una mostra che dà spazio all’universo scanzonato e mai banale dell’artista, un immaginario che sta godendo di grande attenzione, le opere sono in vendita tra i 1.500 e i 7 mila euro.Alberto Maggini, “Voto 1”, 2026, ceramica smaltata, metallo dipinto, resina epossidica policroma, 187x93 cm. Opera presente nella mostra ULTRA FLAT al Pastificio CerereLe proposte al ghettoNello splendido ghetto di Roma la galleria Anna Marra propone una personale di Aron Demetz, “Racconti brevi”, a cura di Claudio Libero Pisano. L’artista altoatesino diventato famoso per le sue figure in legno, in questa mostra lascia totalmente spazio a sculture astratte, narrazione pura dei cicli della natura e del passare del tempo, la proposta economica va dai 6 mila ai 70 mila euro, a pochi passi Erica Ravenna da spazio a quattro artisti che compongono la collettiva a cura di Benedetta Carpi De Resmini: “Materia Madre/Lingua Madre”. Opere in vendita tra 3 mila e 8 mila euro. Sempre nella stessa zona fa il suo esordio assoluto la Teldil Art gallery, ancora esterna al Gallery Weekend ma l’impeto della sua fondatrice, Teldil Moreira non è passato inosservato. Le 41 opere di Igor Mitoraj in vendita tra i 40 mila e i 750 mila euro sono un statement fuori dal coro in questo periodo di magra.Julie Polidoro, Folded Colors, 2026, telaio in ramino e frassino, pigmenti su tela di lino, 184x184 cm. opera presentata nella mostra “strutture impermanenti” da Ex Elettrofonica Fotografia di Andrea Veneri. Oltre il TevereAttraversando il Tevere, dove si trova un altro distretto di gallerie, una delle mostre più sorprendenti è quella di Ex Elettrofonica, «Strutture impermanenti» in cui a cinque artisti italiani Sergio Breviario, Agostino Iacurci, Elena Mazzi, Julie Polidoro e Guendalina Salini è stato chiesto di confrontarsi con un supporto per loro nuovo: il paravento, un oggetto antico e inusuale che sorvola il confine tra arte e design. Tra i 5 mila e i 9 mila la richiesta economica.A supporto e corollario di Contemporanea sono scesi in campo molti tra collezionisti e istituzioni che hanno arricchito il programma del weekend con cene e presentazioni. La Fondazione D’ARC, creatura dei collezionisti Clara e Giovanni Floridi ha aperto le sue porte il sabato sera ospitando una cena, oltre all’eclettica collezione ad accogliere gli ospiti anche la mostra “All’improvviso” di Aneta Grzeszykowska, un corpus di opere pittoriche che partono da una riflessione autobiografica, la curatela è della direttrice artistica Giuliana Benassi.